Gli elettrodomestici consumano anche da spenti

Elettrodomestici che consumano anche da spenti

Sapevate di pagare più di 100 euro l’anno di energia elettrica solo per tenere gli elettrodomestici connessi nella presa della corrente? Sembrerebbe assurdo ma è così. Molti di voi diranno: certo c’è il led! Beh non si è mai sentito di un led che consumi 15 W. Infatti quella del led è una leggenda metropolitana, perché il grosso del consumo non sta nel led ma nel circuito di potenza contenuto all’interno degli elettrodomestici. Allora mi direte: vabbè sarà poca cosa! E invece è quì che casca l’asino. Difatti il risparmio che si otterrebbe se gli elettrodomestici fossero davvero scollegati elettricamente ammonterebbe quasi al 20 % del totale annuo. Se considerate che in media una famiglia di 4 persone spende circa 800 l’anno di energia elettrica stiamo parlando di quasi 160 euro! E sottolineo che non serve sostenere nessun costo per ottenere questo risparmio.

imagesQuesto è solo l’inizio. Perché ci sarebbero da fare lunghi discorsi sulle abitudini e sull’efficienza degli elettrodomestici. Ma saranno argomenti che tratteremo nei prossimi articoli.

Per convincervi di questa cosa vi dico che ho condotto personalmente degli esperimenti per verificare effettivamente come stanno le cose, ed ho iniziato proprio da casa mia.

Per fare questa verifica non ho fatto altro che misurare l’assorbimento degli elettrodomestici in stand-by per mezzo di una pinza amperometrica. Dopodichè ho stimato il consumo annuo e calcolato il costo sostenuto a partire dal costo unitario in bolletta, che in questo caso è  0,24 euro/kWh. Quello che ne è venuto fuori è sintetizzato nella tabella che segue:

 

ELETTRODOMESTICO ENERGIA ANNUA kWh Costo sostenuto euro
Lavastoviglie 17 4,08
TV 8,5 2,04
Forno 10 2,4
Fornetto 0,1 0,024
PC 83 19,9
Lavatrice 123 29,6
DVD 12,3 2,95
Stampante 40,5 9,7
TOTALE 294,4 70,69

Nel calcolo non sono stati considerati i faretti, due condizionatori ed altri piccoli elettrodomestici per ragioni pratiche. Ma credo che lo scopo dell’esperimento sia raggiunto. Lo stand-by dei nostri elettrodomestici non equivale a spegnimento totale. Ci rendiamo conto immediatamente di quanto sia facile riuscire a fare economia sull’energia elettrica attuando semplicissimi accorgimenti. Nei prossimi articoli tratterò più approfonditamente la tematica anche con il supporto di video dimostrativi, e parlerò anche dei metodi per l’eliminazione di questi costi parassiti e delle differenti tecnologie nel mercato degli elettrodomestici. L’efficienza energetica parte dalla nostra cultura e dipende solo da essa. Se vi è piaciuto l’articolo vi chiedo di lasciare un vostro commento, sarò ben lieto di rispondere alle vostre domande. Ciao

2 thoughts on “Gli elettrodomestici consumano anche da spenti

  • 24 Gennaio 2017 at 12:54
    Permalink

    Buongiorno.
    Ciò che Lei ha scoperto è alla portata di qualunque studente del biennio delle Superiori, almeno dei vecchi Istituti Tecnici Industriali (I.T.I.S.) e, specialmente, per chi ha fatto elettronica o elettrotecnica negli Istituto Professionali.

    In sintesi:
    – quasi ogni elettrodomestico di una certa potenza ha una circuitazione elettronica che prevede la presenza di un trasformatore;
    – il trasformatore è collegato “a monte” alla presa di corrente, “a valle ” alla suddetta circuitazione;
    – l’interruttore che tutti noi premiamo è situato “a valle” del trasformatore;
    – il trasformatore è composto, essenzialmente, da due avvolgimenti di rame intorno ad un nucleo ferro – magnetico, denominati “avvolgimento primario” quello collegato alla presa di corrente, “avvolgimento secondario” quello collegato alla circuiteria, dove c’è il “nostro” interruttore;
    – considerato che il filo di rame è un conduttore ed offre una certa resistenza elettrica quando ai suoi capi viene applicata una tensione, anche se il tv/frigo/lavatrice risulta spento, l’avvolgimento primario rimane sempre collegato alla corrente ed essendo un conduttore, ne consuma una certa quantità.

    Ecco i consumi nascosti.

    Perché questo?
    Perchè un interruttore posto a valle del trasformatore si troverebbe ad interrompere una tensione bassa (mediamente 5 – 12 v in continua) ed una corrente anch’essa bassa, in quanto viene collegato in un punto specifico. Tale tipo di interruttore ha un costo molto basso.
    Mentre un interruttore posto a monte, ovvero tra la presa di corrente e l’avvolgimento primario, dove c’è la 220 v alternata e dove passa tutta la sommatoria della corrente che circola dentro l’elettrodomestico nelle sue varie parti, ha un costo più alto, perché deve poter garantire prestazioni ed isolamenti elettrici più elevati, costando di più.

    Così facendo, le società che costruiscono elettrodomestici risparmiano molti soldi: addirittura c’è chi non mette nemmeno l’interruttore adducendo che il led non consuma niente.

    Falso. Se emette una luce vuol dire che è alimentato e quindi consuma.

    Se noi mettessimo un interruttore fisico (la classica “peretta”) e non domotico, che comunque assorbe corrente (ed e anche una bella presa in giro) ad ogni elettrodomestico e lo spegnessimo prima di andare a dormire (frigo escluso), si vedrebbero i risultati dopo qualche mese.

    Buone considerazioni.

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    • 20 Aprile 2017 at 17:00
      Permalink

      Complimenti per la puntuale analisi Massimo. Purtroppo l’utente medio non è a conoscenza dei principi elettrotecnici alla base di quanto asserito nell’articolo. Sta di fatto che basta informare gli utilizzatori tanto quanto basta per consentire loro di attuare pratiche virtuose, di sicuro vantaggio per il loro portafogli e per la salute di tutti. Grazie per il prezioso contributo.

      Reply

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